Er Giancu

Bianco


Il vino bianco “er giancu” è ricavato dal vitigno di bosco Albarola, oltre ad una ancora modesta quantità di vitigni autoctoni quasi scomparsi che l’azienda sta cercando di recuperare con la piantumazione di nuove barbatelle, quali il Rossese, il Picabon, il Frapelao .

Le zone dove sono coltivati sono tra le più belle e spettacolari delle cinque terre, dove la vite sembra davvero aggrappata alla roccia. Da questi vitigni si ottiene un vino secco, con un aroma particolare che ricorda il salmastro e le piante della macchia mediterranea che li circonda.

Un vino che ricorda piaceri antichi prodotto seguendo la tradizione in una moderna cantina.

Le uve appena colte vengono conservate per un certo periodo in un ambiente climatizzato, in modo da poter lavorare con uve fresche e non calde come succedeva negli anni passati. In questo modo si conferisce in cantina una quantità di uva maggiore ed è possibile lavorarla rispettando tutti i tempi e i passaggi che la procedura richiede.

Il vino subisce una lavorazione sulle bucce di qualche giorno per conservare l’impronta e l’aroma del terreno dove vengono coltivati i vitigni. Quindi il mosto viene torchiato e il 20% della produzione viene affinato per un breve periodo in barrique per conferire la memoria del legno, particolarità tipica dei vini dei vecchi contadini che usavano solo botti di legno. Dopo circa un mese il vino viene assemblato e lasciato affinare con continui batonage.

Si presenta giallo paglierino brillante, con un profumo che necessita di alcuni secondi di ossigenazione per sprigionarsi al meglio; ha un gusto sapido e secco.

Ideale per tutti i piatti di pesce, ma si accompagna bene anche con la carne e con i formaggi aromatizzati: ottimo con il formaggio ubriacato nelle bucce di sciacchetrà.

Va servito ad una temperatura di 14 -15 gradi per dare al vino la possibilità di aprirsi al meglio.


SCHEDA TECNICA

luogo di origine dell’uva: vigneti siti nel comune di Riomaggiore (altezze da 0 a 120 mslm)
vitigno: Albarola
esposizione: sud est
suolo: scistoso, roccioso e resti di arenaria. Acido.
clone: varietà usate nelle Cinque Terre e pressochè sconosciute altrove.
portainnesto: per i nuovi impianti  usiamo portainnesti pulsen che sopportino la siccità e che tendano ad allungare le radici in profondità per bloccare lo scivolamento a mare.
resa per ettaro: 40/50 Q.li
vendemmia: anticipata a fine agosto per mantenere una più alta acidità naturale.
vinificazione: diraspatura e macerazione sulle bucce per tutto il periodo della fermentazione, poi un breve passaggio in barrique e viene messo in bottiglia tra marzo ed aprile per far affinare al meglio il vino prima dell’uscita sul mercato prevista in genere nell’autunno.
affinamento: in barrique di rovere e acacia.
grado alcolico: 12% – 13.5%
bottiglie prodotte: 1000/1500
colore: bianco
profumo: fiori di macchia mediterranea e profumi antichi
gusto: minerale, sapido e molto persistente